CANE RANDAGIO
Vai, cane randagio, vai.
Se hai fortuna da mangiare troverai.
Non troverai della carne, o della pasta
ma sei libero, e questo ti basta.
Non vivi nei salotti,e non gusti cibi buoni,
ma vaghi per le strade e frughi nei bidoni.
Sei libero fin quando, un cappio assassino
pone fine al tuo vagare. E' segnato il tuo destino.
lunedì 8 dicembre 2008
A CRISTO DENUDATO
Avanza Cristo colla sua croce,
dietro lo piange solo una voce.
Ti hanno spogliato,figlio ,di tutto
t'hanno trattato come un farabutto.
Una cosa facesti tu, poco seria.
Levasti dal mondo tanta miseria.
Per ringraziarti un grande pegno,
da sopportare due assi di legno.
Sopporta Cristo,con tanta pazienza.
Il mondo libera dalla tua presenza.
Su ,dolce Maria,versa il tuo pianto
sul corpo di Cristo avvolto in un manto.
Ignudo ,egli giace.Muto, esangue
lasciando la gente che nell'odio langue.
Avanza Cristo colla sua croce,
dietro lo piange solo una voce.
Ti hanno spogliato,figlio ,di tutto
t'hanno trattato come un farabutto.
Una cosa facesti tu, poco seria.
Levasti dal mondo tanta miseria.
Per ringraziarti un grande pegno,
da sopportare due assi di legno.
Sopporta Cristo,con tanta pazienza.
Il mondo libera dalla tua presenza.
Su ,dolce Maria,versa il tuo pianto
sul corpo di Cristo avvolto in un manto.
Ignudo ,egli giace.Muto, esangue
lasciando la gente che nell'odio langue.
domenica 7 dicembre 2008
A TERMOLI.
Nel Mar color speranza,
che l'antico borgo cinta,
s'appresta la paranza
dall'afro vento spinta
a ritornar nel seno
nel porto che dabbasso
del tuo paesello ameno
vegliato è da San Basso.
E l'onde.Con dolcezza,
s'infrangon sugli scogli,
che già erosi in giovinezza
coi loro frutti accogli.
E il lasso pescatore
ricurvo sul suo cesto
con acqua salsa e amore,
s'opra al lavoro onesto.
Al Vespro,il duomo tuo romanico
chiama le tarde pie.
mentre dal presso Adriatico,
il canto del vento fa eco nelle vie.
E imbruna già ad oriente
ed il mare col cielo si confonde.
E pallida la luna alla tua gente
sentimenti di pace e serenità infonde.
Nel Mar color speranza,
che l'antico borgo cinta,
s'appresta la paranza
dall'afro vento spinta
a ritornar nel seno
nel porto che dabbasso
del tuo paesello ameno
vegliato è da San Basso.
E l'onde.Con dolcezza,
s'infrangon sugli scogli,
che già erosi in giovinezza
coi loro frutti accogli.
E il lasso pescatore
ricurvo sul suo cesto
con acqua salsa e amore,
s'opra al lavoro onesto.
Al Vespro,il duomo tuo romanico
chiama le tarde pie.
mentre dal presso Adriatico,
il canto del vento fa eco nelle vie.
E imbruna già ad oriente
ed il mare col cielo si confonde.
E pallida la luna alla tua gente
sentimenti di pace e serenità infonde.
A PAPA'
Sono solo in questa stanza,
dal mondo mi tengo a distanza.
da quel tristo Modus vivendi
ove pure tu, avvenire non più roseo risplendi.
Speranza , che un giorno lontano eri tutto,
anche tu abbandoni questo esile corpo distrutto.
Mai più tornerò indietro a quei giorni.
Quando ansiosi di mio padre attendevo i ritorni,
nè nei miei rii domani,
stringere potrò le sue callose mani.
Riposa ora padre in quel cimitero.
Ricevi or le lacrime della vedova tinte di nero.
poesia scritta nel 1978 all'età di 18 anni, subito dopo la morte di mio padre deceduto immaturamente appena 47enne.
Sono solo in questa stanza,
dal mondo mi tengo a distanza.
da quel tristo Modus vivendi
ove pure tu, avvenire non più roseo risplendi.
Speranza , che un giorno lontano eri tutto,
anche tu abbandoni questo esile corpo distrutto.
Mai più tornerò indietro a quei giorni.
Quando ansiosi di mio padre attendevo i ritorni,
nè nei miei rii domani,
stringere potrò le sue callose mani.
Riposa ora padre in quel cimitero.
Ricevi or le lacrime della vedova tinte di nero.
poesia scritta nel 1978 all'età di 18 anni, subito dopo la morte di mio padre deceduto immaturamente appena 47enne.
Perchè Brogliaccio di bordo
Sulle navi mercantili e su quelle militari, ogni avvenimento di particolare importanza che si verifica a bordo e durante le traversate in mare,viene annotato su un quaderno,detto appunto brogliaccio,una sorta di brutta copia prima di trascrivere senza errori il tutto sul giornale di bordo,quello ufficiale.Quello cioè, che è riconosciuto ai fini giuridici e dove ,ad ogni turno di guardia , appongono le firme gli ufficiali preposti, controfirmati dal Comandante.Appare evidente quindi come la non ufficialità del brogliaccio induce a scrivere di getto, quasi automaticamente , a ,volte senza riflettere,ed è proprio quello che sarà per me questo blog... un vero e proprio brogliaccio di bordo potrete pertanto trovarvi di tutto e mi scuso anticipatamente se qualcosa non sarà di vostro gusto, ma sarò felicissimo,se al contrario riuscirò a catalizzare se pur per qualche frazione di secondo la vostra attenzione.
Edmond Dantes
Edmond Dantes
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